l Lecsò ungherese

Tra i piatti ungheresi ho scelto il Lecsó che è costituito da peperoni, pomodori e cipolle stufate con l’aggiunta della paprika. Alla ricetta base, molto simile alla nostra peperonata, in Italia

l Lecsò (anche lecto,, lecho o leczo) è un piatto unico di origini ungheresi, ma diffuso anche in Slovacchia, Ucraina, Germania, Repubblica Ceca, Austria e Israele.
Il “lecsò è composto da peperoni verdi oppure rossi, pomodori, paprica dolce in polvere e cipolle. Il tutto viene cotto nello strutto, con l’aggiunta di pancetta nella versione tradizionale.

In Ungheria viene servito come condimento per accompagnare altri piatti, come cotolette, carne, patate e riso …

La ricetta che segue è praticamente la preparazione originale;

Ingredienti:
4 peperoni a campana o 6 peperoni tipo corno di bue o 6 peperoni ungheresi
2 pomodori ramati medi
2 cipolle dorate medie
1 cucchiaino di strutto o olio di girasole
1 cucchiaino di paprika (meglio quella…

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Di persone come cose

Ehh … quanto sia importante definire una persona PERSONA e non ‘cosa’.

E.B.Art

“Mamma, tu sei la cosa più preziosa che ho!”

La vocina di mio figlio recita dal seggiolino di dietro dell’auto la frase più bella che una madre possa mai desiderare di sentire.

Ma…

C’è un ma…

Al di là dei contenuti meravigliosi, la frase contiene una stortura che non sopporto.

Io non sono una ‘cosa’. Nessun uomo è una ‘cosa’.

Consentire che un uomo possa essere definito una ‘cosa’, a prescindere che il prosieguo contenga accezioni positive o negative, è un’errore enorme.

Se definisci ‘cosa’ una persona, va da sè che tu possa vantarne un diritto di proprietà. E’ questo il triste presupposto per cui una ragazza, una compagna, una moglie vengano picchiate e persino uccise nel momento in cui scelgono di separare le loro vite da quelle dell’uomo che le ha accompagnate per un tratto. Perchè una ‘cosa’ non ha volontà, una ‘cosa’non sceglie, una ‘cosa’ non può decidere…

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DOLORE …

Vietato calpestare i sogni ©ELisa

grecia

Grecia💔

Un anziano afflitto, solo, forse per aver perso tutto, si stringe al petto un gattino, raccolto per strada. È in momenti di disperazione che si dà valore alla vita; che ci si stringe in un abbraccio empatico; che ci si riconosce creature dello stesso cielo

Σασ αγαπαμε και είμαστε κοντά σας.

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Cos’è il Bosco Incantato ?

Un Progetto da sogno ❤

boscoincantato

L’Ecovillaggio è un progetto tecnico-politico che valorizza le risorse dei territori e le loro qualità specifiche, che formano il capitale sociale, promuovendo processi di
autonomia cosciente e responsabile in ambito economico e produttivo e di tipo etico e solidale. Lo sviluppo locale così inteso si identifica in primo luogo con la crescita delle reti sociali, civiche e solidali, ovvero mettendo a sistema le numerose buone pratiche prodotte nel corso degli ultimi dieci anni in questi campi. Se un tale progetto riesce a coniugare l’aspetto sociale, economico ed ecologico in un contesto territoriale definito, allora si ha un Ecovillaggio.

L’Ecovillaggio è un progetto di sperimentazione integrata basato sull’autosufficienza energetica e alimentare, sullo scambio equo e solidale e su uno stile di vita biocompatibile (rapporto uomo-uomo e uomo-ambiente). Lo scopo è valorizzare la ricchezza locale materiale e immateriale contro forme di economia espropriativa ed eterodiretta, riducendo le esternalità negative sociali ed ambientali…

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Lettera all’ostetrica

Meravigliosa … E anche molto saggia …

Sa di Bebè 💙 mamma no filter

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Foto fonte web

4 mesi fa…

“Sophia, la pressione non scende devi restare qui in ospedale, tra poco ti induciamo il parto, non ti preoccupare andrà tutto bene”

Io ero serena perché il termine era il giorno dopo, poi i miei 24 kg in più cominciavano a pesare davvero ed in fine non vedevo l’ora di conoscere Angelo… Scoppiai a piangere lo stesso, in realtà non so perché, un pò perché avevo capito che da li a breve non avrei più sentito muovere dentro di me il mio cangurino, un pò perchè spaventata da quello che sarebbe successo nelle ore successive. Però, al mio fianco avevo Alberto e tutto risultò più facile.

Fino ad un certo punto.

Un’ostetrica mi accompagnò in stanza e mi disse:” dai chiama il tuo ginecologo e fatti rispedire a casa”

io la guardai spiazzata

“qui vogliono medicalizzarti il parto, fidati vai a casa”

… guardai…

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Come le nuvole.

Mentre leggevo ho pensato a/ mie figlie …Pensiero Magico … /Se solo tu cominciassi a danzare …come le nuvole./

caterinarotondi

Se vuoi danzare
con la tua musica
alza la testa
respira la brezza leggera che ti accarezza.

Immergiti
in quelle nuvole vestite da sposa
e, danza danza
senza farti domande.
Senza sentirti in colpa
ogni volta che sei felice.

Sei bellezza infinita.

Tutto di te
cerca il bello in ogni cosa.
Non rinunciare
solo perché gli altri
ti dicono
che non esiste.

Tutto di te
è bellezza.
Se solo tu cominciassi
a danzare
come le nuvole.

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Oggi è un anno. Da quando due miei amici e colleghi sono morti. In ufficio Uno ha sparato all’Altro e poi si è suicidato. E oggi come allora mi prende tutti i pensieri e la carne. Magari se lo scrivo il respiro riprende regolare. Sono stato un’ora sulla panchina davanti al palazzo. Ho incontrato solo una persona. E pensavo al tempo. Che non torna. A coloro ai quali il tempo si è interrotto. Non posso fare niente per loro. Non più. Questo mi manda in loop. E mi porta a riflettere su tutte quelle volte che diciamo “non ho tempo”, “ho solo un paio di minuti, dimmi”, “posso dedicarti un pezzetto del mio tempo poi ho altro da fare”. Forse questo lo si può fare: dare tutto il tempo che si ha, fino all’ultimo respiro, a chi il tuo tempo chiede. Perché c’è solo questo. Non ce n’è altro.

Ascoltiamo. Troviamo il tempo … 😦

Suoni e Passioni

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