Una piccola fiaba per il piccolo Lorenzo: Il drago Linguadifuoco

Marisa Cossu

C’ era una volta, e c’è ancora purtroppo, Linguadifuoco, un drago crudele grande come una città: di notte spiava il sonno dei bambini dalle finestre e di giorno dalle sue fauci enormi uscivano alte fiamme, fumo nero e veleni che ricadevano sull’erba, nel mare, sulle case. Tutto si ricopriva di una polvere di ferro rossa e impalpabile, mentre anche il vento e il sole erano impotenti contro tanta mostruosità. Il drago era sempre affamato: aveva inghiottito i quartieri a lui più vicini, le scuole, i pochi giardini, e i bambini non potevano più giocare all’ aperto. Tutti volevano far qualcosa per annientare la cattiveria del mostro, ma nessuno vi riusciva; intanto aveva iniziato a mangiare grandi e bambini…

Ora che la cattiveria del drago ha preso anche te, dolce piccolo bimbo, voglio narrarti il finale che io stessa avevo scritto per addolcire le mie nipotine che non volevano mai smettere di ascoltare…

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